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LUIGI CENTRA

 

 

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ODE  IN  CIOCIARIA

OPERA  XI

 

Acquafondata, Anagni, Aquino, Arpino, Casalvieri, Casamari, Cassino, Castelforte, Ceccano,

Ceprano, Collepardo, Fiuggi, Ferentino, Fontechiari, Frosinone, Fumone, Isoletta d’Arce, Lago di Canterno,

Monte San Giovanni Campano, Pastena, Patrica, Picinisco, Piglio, Porciano, Posta Fibreno, Rocca d’Evandro,

Roccasecca, Sant’Ambrogio sul Garigliano, San Biagio Saracinisco, San Donato Val Comino,

Sant’Elia Fiume Rapido, Sgurgola, Strangolagalli, Supino, Terelle, Trivigliano, Vallerotonda,

Veroli, Villa Santo Stefano, Viticuso.

 

 

 

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I

S’odono suon di note di zampogne e pur di pifferi di Acquafondata

che a me pur fanno rallegrar il cor

or io li rimiro nel lor tipico vestir di Ciociaria

e, se tu viandante t’incammini qui nell’epicentro delle Mainarde,

udir potrai, come per incanto, tali strumenti  del folk dei zampognari.

E’ qui che raffiorano i ricordi etimologici popolari

si ricorda lo scrosciar dell’acqua nel sottosuolo d’allora

che a me pare tale e uguale il movimento

che assomigliar lo vorrei a quelle carsiche.

II

E’ Viticuso il vecchio nucleo devastato che cavalca fra due monti.

Allor l’intrepido Conte di Trivento ne fece parte.

Il pittoresco Lago di Cardito v’è a Vallerotonda

attorniato dall’oscuro fitto fogliame dei boschi

ove, un dì da lontano, cigolavano rumorosi i mulini e i frantoi

nella vicina Terelle a Monte Cairo.

III

Da Cassino è d’obbligo risalir le chine ed ammirar potrai

la grandiosa mole dell’Abbazia Cristiana

ove San Benedetto posò la prima pietra .

Sull’Acropoli di “Casinum” v’era un dì nel bosco  il Tempio d’Apollo

ora v’è l’oratorio di San Giovanni Battista.

Sant’Ambrogio Sul Garigliano v’è centrato sulle alture degli Aurunci

ove ci si affaccia per incanto sul bel Liri e sul Gari

ove v’è confine tra Lazio e Campania.

Visibile e tacita s’innalza la forte Rocca d’Evandro

e i cilindrici torrioni baciano le nubi celestiali.

IV

Millenarie memorie nelle mura edificate a San Fedele

di San Donato Val Comino

ove i puri religiosi osano giacere a terra  nella notte della vigilia;

chi privilegio avesse di sfiorar la sacra veste del Santo

si prosperi ad accogliere sicure guarigioni.

V’è qui il limite nel Parco Nazionale d’Abruzzo,

si prepari chi vuole praticare le escursioni annuali.

Detta teoria di San Donato par veritiera

poiché gli avanzi di mura poligonali ne furono testimoni.

Chi discernimento usa ne faccia tesoro a sè

e lo conservi nella memoria come frammenti

dell’epica “Cominium”.

V

A Sant’Elia Fiume Rapido v’è la Collegiata  nominata anche

Santa Maria Nova

allor borgo decimato dai Saraceni.

Sul Monte Monna v’è San Biagio Saracinisco;

qui nelle Mainarde v’è odor medioevale,

nel Monte di Sant’Angelo in Asprano  nella detta Valle inferior del Melfa,

vide la luce a Roccasecca il filosofo San Tommaso.

Nella ripiana v’è Aquino ove la contrada di Roccasecca

ne faceva appartenenza;

qui si festeggia la sagra degli “Abbati Pezzenti”

è qui che si staglia il Palazzo dei Conti di “Aquinum”

e vi si può ammirar la curiosa Torre romboidale.

A Fontechiari nella di già famosa Madonna dei Fratelli

v’è il Cristo ligneo del duecento ove v’era

la “Fons Clara”pura e gelida cristallina

nel mese soleggiato e ribollente di agosto.

 

VI

Sora fu città d’altri tempi Volsca

la più contesa dai Sanniti

ove vi son le rovine della possente Rocca di San Casto

ma il Duomo fu ricostruito.

Le case  ancor disseminate lungo la via Latina

ora Casilina si possono ammirare nell’alto promontorio

di Strangolagalli.

Con una barca di mani  artigiane

dal Lago di Posta Fibreno

si può raggiungere Isoletta d’Arce

citata dal grande Plinio.

Ma se tu viandante ammirar vorrai il Palazzo Zincone

dovrai portarti ove v’è il Patrono di Santo Onorio

a Casalvieri ove le opere lignee furono scolpite dalle mani

di Giovanni Stoltz;

qui v’era anche l’influsso del Caravaggio

nella”Fuga d’Egitto”.

VII

Nel principale centro Volsco del Frusino si erge

la patria di Ciociaria

ove v’è Frosinone il capoluogo laziale nel Fiume Sacco

tra i Monti Ernici, Ausoni e Lepini

ove l’eco si effonde sulle note del Conservatorio

di Licinio Refice.

E’ qui che nacque la “Ciocia,”

calzatura di molteplici ricordi lontani

ove ne fece parte in altri tempi Carlo Magno.

A Ceprano v’era “Fregellae”ove scrisse Dante:

“…e l’altra il cui ossame ancor s’accoglie /

a Ceperan, là dove fu bugiardo ciascun pugliese…”

E’ a Fumone che tremò la campagna

ove furono  rinchiusi prigionieri

l’antipapa Gregorio  VIII e Celestino V

ospiti coatti di Bonifacio VIII.

V’è qui il giardino pensile più alto d’Europa.

La Fonte di Bonifacio vi si trova a Fiuggi

è qui che v’è la chiesa più nota di San Biagio

ove v’è il dipinto del Cavalier d’Arpino.

Ma Sant’Ambrogio vi si trova a Ferentino

ove vi sono ancor gli Archi di Casamari.

VIII

A Ceccano “allor dei Nobili Conti” v’era “Fabratera”

dei Gaetani e dei Colonna e del  figliuol

di Lucrezia Borgia, Rodrigo.

L’antico maniero di Castelforte v’è ancora

a  Monte San Giovanni Campano

ove fu rinchiuso prigioniero il filosofo San Tommaso

proprio nella Corte d’Avalos.

Pico fu detto dio dei boschi e colonia dei romani

e regno di Napoli dei Farnesi puniti dai Borboni.

Picinisco già“Rocca degli Alberi”fu tempio dei Romani.

Placida è la campagna di Trivigliano e di Porciano.

Nel suggestivo “pantano” Lago di Canterno

si specchia un organetto ballerino.

IX

Veroli fu sede vescovile e con Roma l’alleata

ove vi furono i “Fasti Verulani”

i Campagna e i Marittima

ove v’e ancor la casa di Caio Mario “Casamari”

ed è qui che vi morì Santa Salomé nel suo pellegrinare

la madre degli apostoli Giacomo e Giovanni.

A Villa Santo Stefano vi si trovano ancor

altri mulini e frantoi

ove il borgo di antiche voci medioevali

fu dei Ceccano e dei Colonna.

Il Cacume di Dante v’è a quel di Patrica ove v’è

il Pian di Corte dei Tomacelli e dei Colonna

or degli Spezza.

X

Esemplari manufatti medioevali vi si trovano nella detta città

dei papi ad Anagni

ove v’è il monumento più importante d’Italia, il Duomo.

Il salone del famoso “schiaffo”

è al museo storico Bonifaciano.

Nelle alture porgendo lo sguardo a valle

nei pressi della Sgurgola

ben si nota Villa Magna all’epoca di Marco Aurelio

ove soggiornarono illustri personaggi:

Pompeo, Settimio Severo e Geta Caracalla.

Le tessere bianche e nere dei mosaici nelle Terme romane

vi si possono ammirare a Supino a Cona del Popolo

ove San Cataldo è il patrono.

Tra Pastena, Arpino e Collepardo

vi si trovano le grotte e il dolmen.

Nella Grotta dei Bambocci delle Meraviglie

vi sostò la Regina Margherita di Savoia.

 

 

 

XI

Ma  tu viandante che vieni qui

nell’eterna Patria di Cicerone

a respirar l’aria salubre lontano dai veleni urbani

potrai soffermarti a degustar

del buon vino Cesanese novellino

risalendo le tortuose vie del Piglio

ove v’e ancor il Castello degli Orsini.

 

Luigi Centra 2007

 

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