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Cinecittà Campus, ore 17
"Lezione di cinema"
Parla Tonino Valerii,
l’allievo prediletto di Sergio Leone, il regista di
"Il mio nome è Nessuno", con Terence Hill ed Henry Fonda, il western all’ italiana
che ha incassato di più in assoluto, di "I giorni dell’ira" con
Giuliano Gemma e Lee Wan
Cleef, rimasto celebre nella memoria collettiva
per la famosa scena del duello tra i due attori, di "Vai Gorilla"
con Franco Nero, di "Una ragione per vivere e una per morire",
con James Coburn, Telly Savalas, Bud Spencer e di altri film di successo.
Modera Giancarlo Dotto, giornalista
dell’Espresso, uomo di teatro, assistente del grande e compianto Carmelo
Bene. Promuove l’incontro Giuseppe Sansonna*,
esperto del cosiddetto ”cinema di genere”, documentarista.
E, nella platea, i giovani di Cinecittà Campus, gli aspiranti protagonisti di
"domani" del mondo dello spettacolo, tutti sui ventanni, alcune bellissime ragazze, anche un gruppo di allievi del Campus provenienti dall' olanda, tutti partecipi alla grande fabbrica dei sogni,
attenti, curiosi, stimolati dal racconto di tanti episodi nascosti della
grande storia del cinema italiano degli anni scorsi.
Tonino Valerii inzia col suo piatto forte: I ricordi di Sergio Leone,
il modo curioso e affascinante in cui nacque
"Per un pugno di dollari",
l’ispirazione, e qualcosa in più, dal film di Akira Kusosawa "Jojimbo" o "La vendetta del samurai",
l’acquisto della sceneggiatura scritta da Duccio Tessari
per settecentomila lire da parte di Checco Palaggi,
la resistenza di Sergio Leone ad accettare l’allora sconosciuto Clint Eastwood, il suo arrivo
a Roma con una valigetta di cartone pressato con dentro il famoso
"poncho" indossato nel film, la crisi in Spagna per il defilamento del
co-produttore spagnolo, il passaggio doganale con trenta
milioni nella borsa per portare danaro necessario al proseguimento delle
riprese. L’uscita in un cinema di Firenze accanto alla stazione di S. Maria Novella, i magri incassi dei primi giorni, il
sostentamento da parte del distributore che compra i biglietti per non far smontare il film,
il proseguimento con gli incassi che salgano
e, in breve tempo, ne decretano il grande e straordinario successo
commerciale.
La nascita così casuale di un mito
del cinema mondiale: Sergio Leone…
La lezione potrebbe andare avanti
all’infinito, tanti sono i ricordi, gli aneddoti, le esperienze vissute che
illustrano un mondo artigianale e fortuito, appassionato e romantico,
cinico e disincantato di cineasti italiani, che non esiste
più.
Il tempo è trascorso in
fretta, è andata via più di un’ora e, per consuetudine, si smette.
La lezione è finita, per oggi.
I giovani applaudono.
Ci sono ancora tante cose da raccontare, il
capitolo delle sue regie, i suoi successi, la sua
vita artistica, ma non c’è più tempo, il tutto è rimandato ad una prossima
lezione.
Tonino Valerii dice che a Roseto degli Abruzzi
ha tenuto un incontro che è durato quattro ore e mezzo, vorrebbe dire
ancora tante cose, propone un’intera giornata di lezione di cinema da
tenere nei prossimi mesi.
La platea applaude di nuovo, per oggi si
finisce e si rimanda il tutto ad un prossimo incontro per
ascoltare cose inedite e misteriose del cinema italiano che molti non
conoscono, ma che tanti dovrebbero sapere per capire
com’ era quel mondo, come funzionava e perché
ci ha lasciato tanti grandi e piccoli capolavori narrativi che ancora oggi
affascinano, nelle uscite televisive e in dvd,
spettatori di tutto il mondo che hanno fatto affermare a
Quintin Tarantino che
quelle erano le sue muse ispiratrici, i suoi
maestri, i suoi punti di riferimento creativi.
Fernando Popoli
* In anteprima Giuseppe Sansonna
dà comunicazione che è in fase conclusiva la
realizzazione del documentario
sulla vita del prestigioso trombettista Michele Lacerenza, famoso per l'assolo di "Per un pugno di
dollari".
Prodotto da "Cartolab"
dei figli di Lacerenza e di Andrea
Lambertoni e Daniele Tarantino con la
regia dello stesso Sansonna.
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